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Alessio di Roma, figura santa del cristianesimo antico
Le origini di Alessio di Roma

Sant'Alessio, noto anche come Alessio di Edessa o Uomo di Dio, visse tra il IV e il V secolo e morì intorno all'anno 411. La scelta di vita di questo nobile romano, divenuto mendicante, è all'origine del fervore che lo circonda nel mondo cristiano, sia in Oriente che in Occidente, dove viene festeggiato il 17 marzo dagli ortodossi e il 17 luglio dai cattolici.
Alessio di Roma era figlio del senatore Eufemio e di Aglaide, una nobildonna romana, e i suoi pii genitori ne organizzarono il fidanzamento con una virtuosa fanciulla di nome Olimpia. Ma il giovane nobile, con il futuro apparentemente segnato, scompare improvvisamente.
Rinuncia alle cose del mondo
Al riparo dalle difficoltà del suo tempo e potendo godere dei privilegi conferitigli dall'aristocrazia, Alessio di Roma decise di partire senza dire una parola ai suoi genitori, preoccupandosi solo di chiedere alla sua promessa sposa di annullare il loro matrimonio, e le chiese anche di non seguirlo.
La figura di Olimpia
La particolare posizione di Olimpia, una moglie considerata un modello fino all'abbandono, ispirò il drammaturgo letterario del XVII secolo Nicolas Mary Desfontaines, il cui libro Saint Alexis ou l'Illustre Olympie è ancora in stampa.
Pellegrinaggio in Oriente
Alessio parte per un pellegrinaggio in Oriente, fino alla città di Edesse, spogliandosi della sua identità, vendendo tutto ciò che possiede per donarlo ai poveri, prima di diventare lui stesso un mendicante sul portico di una chiesa, dedicata alla Vergine Maria.
Questo tipo di esilio rappresenta una rinuncia sia alla sua identità materiale di nobile che ai suoi sentimenti, a favore di un'elevazione spirituale attraverso una vita di povertà, solitudine e indifferenza. Per 17 anni condusse una vita di miseria, ma quando fu riconosciuto da un membro della Chiesa, divulgò la sua storia, che attirò intorno a sé una folla pia, prima di cercare di tornare a Tarso sulle orme di San Paolo per continuare una vita di umiltà.
Il ritorno a Roma
Quando tornò a Roma dopo 17 anni di assenza, con i lineamenti invecchiati da una vita di mendicità, nessuno lo riconobbe, così si rifugiò nel sottoscala del palazzo dei genitori tra i poveri per molti anni ancora, durante i quali fu oggetto di scherno da parte del personale che un tempo aveva lavorato per lui.
Sentendo che la morte si avvicinava, iniziò a scrivere, con pochissime parole, la storia della sua vita.
La sua festa rimossa dal calendario
Storia originale, romanzata o romanzata per alcuni, il messaggio ispirato dall'agiografia di Sant'Alessio (Sant'Alesiu in Corsica e Sant'Alessio in Italia) è stato fonte di ispirazione per i cristiani nel corso dei secoli. Molto popolare intorno al X secolo, la sua vita sul modello di Cristo ha tuttavia la particolarità che Sant'Alessio di Roma non morì da martire, che nella mentalità del XVII secolo era un'importante garanzia di santità.
Sebbene oggi il culto abbia perso parte della sua popolarità e la sua festa sia stata rimossa dal calendario liturgico romano in seguito alla riforma del 1969, esso fa ancora parte di alcune tradizioni, come nel caso del villaggio di Valle d'Alesani, che da mille anni è sotto la protezione di Sant'Alesiu, con una processione fino all'omonima cappella ogni 17 luglio.